2012-10-29 Vaccini statali – una questione di sicurezza nazional

La legge sulle epizoozie abroga i principi fondamentali democratici e federali del nostro modello statale

Vaccini statali – una questione di sicurezza nazional

Intervista con Jakob Büchler, Consigliere nazionale PPD/SG, Comitato LFE, 29.10.2012, Discorso libero

Discorso libero: Quali conseguenze dovremmo subire se il 25 novembre la legge sulle epizoozie venisse approvata?

Jakob Büchler: con la sua approvazione la nuova legge sulle epizoozie darebbe largo potere all’Ufficio federale di veterinaria (UFV). I proprietari degli animali vengono trattati da interdetti, privandoli della loro responsabilità. Non possono più decidere se e quando vaccinare. Se l’UFV decide che nel paese c’è un’epidemia con l’obbligo di denuncia con conseguente obbligo di vaccinazione, il contadino può solo sottomettersi senza diritto di replica. Non è accettabile che i proprietari degli animali debbano subire una tale coercizione. È contro la concezione fondamentale della Svizzera. Non sono d’accordo.

Non sarebbe già un miglioramento e una minore dipendenza dall’estero, se potessimo fabbricare i vaccini in modo controllato nel nostro paese?

Per me fino a oggi non è chiaro come mai, con un’industria farmaceutica così importante, non riusciamo a produrre dei vaccini decenti. Se il bestiame di un contadino è colpito da un’epidemia ed egli deve abbattere i suoi animali, il danno è sempre molto grande. Gli animali macellati non vengono compensati con il loro valore attuale, ciò è chiaramente definito. Riceve solo il 50% del ricavo della macellazione, il che comporta un grande svantaggio per il contadino.

In occasione della malattia della lingua bluabbiamo avuto un esempio attuale sulle ripercussioni di vaccinazioni coercitive con vaccini non testati provenienti dall’estero.

Molti contadini hanno fatto opposizione, soprattutto quando si sono accorti che in seguito alla vaccinazione i loro animali si sono ammalati. Non so se si può dire che i vaccini hanno causato la morte degli animali, questo è molto difficile da dimostrare. Ma per l’animale dover subire una vaccinazione è sempre uno stress. Non bisogna dimenticarlo, e perciò come contadino devo ben poter par tecipare alla decisione se fare vaccinare o no i miei animali. Alla fin fine sono io ad avere la responsabilità per il mio bestiame. Se per le vaccinazioni vogliamo raggiungere una maggior sicurezza, dobbiamo riprenderci la Berna Biotech AG e fabbricare noi stessi il vaccino. Si potrebbe regolare in modo che il 50% rimane in mano statale e il 50% in mano privata.

Inoltre c’è da dire che noi contadini vogliamo produrre alimenti sani. Se si vaccina il bestiame con una qualsiasi sostanza, di cui nessuno conosce la composizione, come diretto responsabile non posso più garantire che, per esempio, nella carne e nel latte non ci siano residui dannosi per gli esseri umani. Questo per gli animali e gli uomini è un grave onere che sicuramente nessuno vuole.

Da decenni non subiamo più grandi epidemie. Abbiamo sempre avuto una legge per combattere le epidemie. Non basta la vecchia legge?

Sarebbe assolutamente bastata. Ciò che succede ora è che si cedono competenze decisive a enti federali togliendole al contadino. Quest’ultimo non può più partecipare alle decisioni ed è in balia dell’Ufficio federale di veterinaria. Quando arriva l’ordine di vaccinazione, non può fare altro che assecondarlo. Non gli resta nessun’altra possibilità. Il tutto è completamente in contrasto con il nostro sistema politico. È la tutela assoluta e una limitazione della responsabilità.

Gran parte delle competenze passerebbero alla Confederazione, con l’effetto di accentramento. In Svizzera si distruggerebbe così qualcosa di essenziale.

Questo è un punto molto importante. I nostri 26 cantoni hanno delle differenze topografiche molto importanti. Inoltre le nostre aziende sono così diverse come lo è il paese: ci sono aziende di economia puramente lattiera, abbiamo aziende di vacche nutrici, aziende di allevamento, ecc. Così variato come il nostro paese, lo sono anche le aziende nei cantoni. L’Ufficio federale di veterinaria misura tutto il paese con lo stesso modello e tutti vi si devono adattare. Questo non si addice al nostro sistema federale. Così non si ottiene di sicuro un comportamento conforme dei contadini. In sostanza ciò significa: o mangi la minestra, o salti la finestra e rischi una condanna. Non può essere questo il nostro futuro. Da decenni facciamo le nostre esperienze, dobbiamo pure poterle prendere in considerazione.

Pensa che la legge sulle epidemie, contro la quale al momento si stanno raccogliendo le firme, abbia simili ripercussioni sugli esseri umani come la legge sulle epizoozie sugli animali?

Anche qui si sposta molto potere verso la Confederazione, cioè verso l’ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). Questi, rispettivamente la Confederazione, può intraprendere attività in campo internazionale senza che si abbia qualcosa da dire e perfino senza la possibilità di contestare. Il Consiglio federale può prendere molte decisioni in collaborazione con l’estero e questo non corrisponde per niente al concetto di sovranità del nostro paese e al controllo politico. Questo fatto risulta chiaramente anche dal dibattito parlamentare molto controverso relativo alla legge sulla prevenzione. Sono molto riconoscente al Consiglio degli Stati per aver messo fine a questa storia. Io fui contrario da principio. Si voleva perfino fondare un istituto di prevenzione. Questa idea il Consiglio nazionale l’ha respinta, ma alla fin fine, con il sostegno dei lobbisti, ha varato la legge. Per fortuna il Consiglio degli Stati ha affossato la legge sulla prevenzione all’ultimo momento. Ne sono molto lieto.

Se in Svizzera vogliamo prendere sul serio la prevenzione, e io la vedo come una cosa seria, non la si può prescrivere con una legge. Il vivere in modo sano non si può regolare sul piano legislativo. Per ciascuno inizia con la propria vita. E qui abbiamo la possibilità, attraverso la famiglia, l’educazione e la formazione, di trasmettere ai giovani la consapevolezza per la propria vita, questa è la miglior prevenzione.

La nuova legge sulle epidemie permetterebbe all’OMS di interferire direttamente nel nostro sistema sanitario. Nel caso dell’influenza aviaria abbiamo visto di che disastro si è trattato.

La direzione intrapresa con la legge sulle epidemie va verso interventi internazionali. Naturalmente le argomentazioni si basano su scenari di epidemie a livello mondiale. Se una cosa del genere dovesse verificarsi in Europa l’OMS vuole avere il comando supremo. Cosa già molto discutibile. Solamente vedendo come vanno le cose nell’UE, non ho fiducia in una coordinazione mondiale. Questo lo si può constatare in molte decisioni. Non è accettabile neppure che l’OMS dia un ordine e tutti dovrebbero mettersi sull’attenti. Così non va. Siamo cittadini liberi e ragionevoli, siamo in grado di riflettere come risolvere tali situazioni, e abbiamo pure i rispettivi concetti. Anche qui ci troviamo di fronte ad una intromissione nella nostra sovranità statale.

Per queste ragioni non posso accettare né la legge sulle epizoozie né quella sulle epidemie.

Grazie dell’intervista, signor Consigliere nazionale Büchler.